Come usiamo Google Search Console
Capire se una pagina nuova è stata indicizzata
Dopo ogni pubblicazione, il controllo URL dice se Google ha letto la pagina e, se no, perché: bloccata, duplicata, scartata. Da lì si chiede l'indicizzazione o si corregge il problema. Una pagina che non è nell'indice non si posiziona mai, qualunque testo abbia.
Misurare se i contenuti funzionano
Il rapporto rendimento, filtrato per cartella, dice quante impressioni e click portano le guide e il glossario, e per quali ricerche. È il numero che guardiamo prima di scrivere altre pagine: se una sezione non muove impressioni in un trimestre, non si allarga, si corregge.
Leggere le pagine escluse
Il rapporto sulle pagine spiega quante sono fuori dall'indice e per quale motivo. Su siti con migliaia di pagine generate da template è il posto dove si scopre che Google le considera duplicate, prima che il traffico cali.
Intestare la proprietà al cliente
La proprietà Search Console è intestata all'azienda, e noi siamo aggiunti come utenti. I dati restano suoi: se un giorno cambia agenzia, si porta via lo storico. È una delle tre cose che consigliamo di chiedere a qualunque consulente SEO.
Cosa non fa Google Search Console
- Non mostra i concorrenti: per sapere chi c'è sopra di te e con cosa serve uno strumento come SEOZoom.
- Non mostra tutte le ricerche: le query fatte da pochissimi utenti vengono omesse per privacy e la tabella del rendimento si ferma a 1.000 righe.
- Lo storico è di 16 mesi e i dati arrivano di norma dopo 2-3 giorni: non è uno strumento per il monitoraggio in tempo reale.
Google Search Console in breve, dalle fonti ufficiali
- Non è obbligatorio iscriversi per comparire su Google: serve a vedere come Google tratta il sito, non a farlo entrare. fonte
- Il rapporto Rendimento mostra clic, impressioni, CTR e posizione media; i dati compaiono di norma dopo 2-3 giorni, la tabella mostra al massimo 1.000 righe e le query rare sono omesse per privacy. fonte
- Il rapporto Core Web Vitals usa i dati degli utenti reali (CrUX) su tre metriche: LCP, INP e CLS. fonte
- Il controllo URL permette di chiedere l'indicizzazione di una pagina, senza garanzia che entri nell'indice e con una quota giornaliera non pubblicata. fonte
- Un errore di registrazione ha falsato le impressioni dal 13 maggio 2025 al 27 aprile 2026 (clic esclusi): i confronti anno su anno di impressioni, CTR e posizione media su quel periodo vanno letti con cautela. fonte
- Dal 3 giugno 2026 esistono i rapporti di rendimento Search Generative AI, con le impressioni ottenute nelle AI Overview e in AI Mode; dal 24 settembre 2026 il filtro «multimodal» include le ricerche fatte con Lens e Circle to Search. fonte
- La proprietà si verifica con un record DNS sul dominio (obbligatorio per le proprietà Dominio), oppure con file HTML, tag meta, Google Analytics o Tag Manager. fonte
Serve a un'azienda o solo a chi fa SEO?
A tutte e due. Un titolare non deve leggerla ogni giorno, ma deve averne la proprietà e saper aprire il rapporto rendimento una volta al mese: tre numeri, click, impressioni e le prime dieci ricerche, bastano a capire se il lavoro SEO sta portando qualcosa, senza fidarsi del report di nessuno.
Con cosa lo abbiniamo
Domande frequenti su Google Search Console
Search Console e Google Analytics sono la stessa cosa?
No. Search Console mostra cosa succede su Google prima del click: ricerche, posizioni, impressioni, indicizzazione. Analytics mostra cosa succede sul sito dopo il click: pagine viste, durata, conversioni. Per la SEO la prima è indispensabile, la seconda serve per misurare i risultati di business.
Come si verifica la proprietà del sito?
Il modo più pulito è il record DNS sul dominio, che copre tutto il sito con una verifica sola; in alternativa un file o un tag nel codice. La verifica va fatta dall'azienda, o almeno con un account dell'azienda, non con quello personale di chi fa il sito.