In sintesi
- Lo strumento: Screaming Frog è usato dal 72% dei 165 specialisti intervistati; seguono Google Search Console (36%) e Ahrefs (26%).
- L'AI: Claude è il quarto strumento in assoluto con il 24%; ChatGPT si ferma al 4%.
- Il tempo: l'84% impiega meno tempo di prima, anche dopo aver controllato gli output.
- Il controllo: solo il 5% lascia che l'AI applichi modifiche senza approvarle una per una.
- Il collo di bottiglia: il 59% cita la mancanza di sviluppatori; meno di 3 audit su 10 vengono implementati oltre l'80%.
- In fondo all'articolo: un caso di questa settimana su un sito da 2.300 pagine e le cinque domande da fare a chi cura la SEO tecnica del tuo sito.
Il 3 novembre 2026 SEOFOMO ha pubblicato The State of Technical SEO in the AI Search Era, la ricerca annuale di Aleyda Solís su come lavorano gli specialisti di SEO tecnica. Hanno risposto in 165: il 42% lavora in azienda, il 30% da freelance, il 27% in agenzia, e il 44% segue siti sotto le centomila pagine, cioè la taglia di un e-commerce medio o di un portale con pagine locali, non solo colossi. Screaming Frog, lo strumento più usato con il 72%, ha ringraziato la community su LinkedIn. Il primo posto era prevedibile. Il dato che vale la lettura è il quarto: un assistente AI, Claude, usato da uno specialista su quattro.
Cos'è la SEO tecnica, in due righe
È tutto quello che permette a Google, e ora anche ai bot delle AI, di trovare le pagine, leggerle, capirle e mostrarle: indicizzazione, velocità e Core Web Vitals, redirect, sitemap, file robots.txt, dati strutturati, pagine che funzionano anche senza JavaScript. Non si vede nel design e non si legge nei testi: si misura. Lo strumento che la misura è il crawler, un programma che percorre il sito pagina per pagina come fa Google e riporta tutto quello che non torna.
I numeri: Screaming Frog al 72%, Claude al 24%
Alla domanda "quali strumenti usi oggi per la SEO tecnica" le risposte si concentrano su pochi nomi. Screaming Frog è scelto da 119 persone su 165. Google Search Console, che è gratuito e lo dà Google stesso, dal 36%. Ahrefs dal 26%. Poi, prima di Sitebulb (14%) e Semrush (11%), c'è Claude con il 24%: 40 specialisti che mettono un assistente AI tra i loro strumenti di lavoro quotidiani, mentre ChatGPT compare nel 4% delle risposte, allo stesso livello di Python e di Bing Webmaster Tools.
La lettura va fatta con una cautela: i rispondenti sono iscritti a una newsletter internazionale di settore, quindi più aggiornati della media. In Italia, tra le agenzie che seguono piccole e medie imprese, la quota di chi fa girare un crawler con regolarità è più bassa. È proprio per questo che il dato conta per chi compra il servizio: dice qual è lo standard di chi fa questo mestiere seriamente.
Perché un assistente AI è già il quarto strumento
Il 24% di Claude contro il 4% di ChatGPT non è una classifica di qualità dei modelli. È una differenza di lavoro. Nella SEO tecnica si maneggiano esportazioni da migliaia di righe, log del server, file di configurazione, template, codice. Gli strumenti che lavorano direttamente dentro la cartella del progetto, come Claude Code, leggono quei file, scrivono gli script e li eseguono, e questo è quello che fanno gli specialisti con l'AI secondo la survey: analisi degli audit e delle scansioni (17% delle risposte), report e comunicazione con i referenti (13%), ticket e specifiche per gli sviluppatori (12%), codice e configurazioni (12%), analisi dei log (11%), priorità tra i problemi (11%). Quasi nessuno chiede all'AI di scrivere testi: l'AI non sostituisce il crawler, legge quello che il crawler produce e lo trasforma in lavoro fatto. Come lo usiamo noi nel quotidiano l'abbiamo raccontato nella guida a Claude Code per il marketing.
Cosa lasciano fare all'AI, e cosa no
La parte più utile della ricerca è il livello di autonomia. Il 33% fa applicare le modifiche all'AI ma approva ciascuna; il 30% si fa suggerire le modifiche e le applica a mano; il 22% fa scrivere codice e configurazioni all'AI e poi le mette in produzione da sé; il 10% non usa l'AI per implementare. Solo il 5% lascia che l'AI cambi un sito senza che nessuno guardi. Sommando, il 95% tiene una persona a decidere. Eppure il tempo scende: l'84% dichiara di impiegarne meno, anche dopo aver controllato e corretto gli output. La difficoltà più citata per il prossimo anno non è imparare gli strumenti ma il controllo della qualità di quello che l'AI produce.
Un caso di questa settimana: 2.323 pagine, crawler e AI con supervisione
Lo schema della survey è lo stesso che applichiamo nel controllo mensile dei siti che seguiamo, e questa settimana è servito su uno con 2.323 pagine: oltre ai servizi e alle guide ha una pagina per ogni regione e città in cui l'azienda lavora, tutte generate da template. Il crawler di SEOZoom, che per noi fa il lavoro di Screaming Frog, ha segnalato 2.752 elementi da rivedere. Il gruppo più grosso erano i sottotitoli ripetuti da una pagina all'altra: 7.862 occorrenze di 576 H2 diversi, su 2.281 pagine, perché i template usavano gli stessi titoli di sezione ("Domande frequenti", "Perché sceglierci") su ogni città. Poi 1.933 meta description oltre i 160 caratteri. È il tipo di errore che un sito a template produce da solo e che nessuno vede navigando: si trova solo con una scansione.
L'AI ha fatto la parte lunga: ha proposto titoli di sezione che includono il luogo ("Domande frequenti sulla consulenza SEO AI a Milano"), ha riscritto i template, ha accorciato le 1.933 descrizioni con uno script che taglia alla frase o alla clausola, e dopo ogni passaggio ha rilanciato la scansione di tutte le 2.323 pagine. Una persona ha fatto la parte corta ma decisiva: ha scelto la regola (il luogo nei titoli, i blocchi di navigazione declassati a H3), ha approvato ogni testo nuovo prima che andasse in pagina e ha deciso di tenere 212 title oltre i 65 caratteri perché "Friuli-Venezia Giulia" non si abbrevia. Risultato dopo la nuova scansione: 15 H2 ripetuti su 10 pagine, zero descrizioni lunghe, in poche ore invece che in giorni, prima che Google avesse il tempo di accorgersene.
Una cosa è andata storta, e vale la pena dirla. In un passaggio l'AI ha riformattato tredici template che non doveva toccare: centinaia di righe cambiate per niente e tre test automatici rotti. Li abbiamo ripristinati dalla versione precedente in dieci minuti. Senza i test automatici e senza versionamento quell'errore sarebbe finito online, e nessun crawler l'avrebbe segnalato come errore. È il motivo per cui il 95% degli specialisti tiene una mano sull'approvazione, e per cui noi facciamo lo stesso.
Il collo di bottiglia non è l'analisi, è l'implementazione
Il crawler trova i problemi in un'ora e l'AI li spiega in un pomeriggio. Poi qualcuno deve mettere mano al sito, ed è lì che la ricerca è impietosa: il 59% cita la mancanza di sviluppatori disponibili, il 47% le priorità di business che passano avanti, il 41% i limiti della piattaforma o del CMS. Solo il 28% degli specialisti vede implementato più dell'80% di quello che raccomanda; il 45% resta sotto il 60%. Per un'azienda vuol dire una cosa semplice: un audit è un PDF finché nessuno lo esegue. Prima di comprarne uno, chiedi chi farà le modifiche, con quale accesso al sito e in quanto tempo. Nel nostro servizio SEO le modifiche tecniche le facciamo noi, perché sviluppiamo anche i siti: l'audit e la correzione sono lo stesso lavoro.
Cinque domande da fare a chi cura la SEO tecnica del tuo sito
- Con quale crawler è stato analizzato il sito, e quando? Chiedi di vedere il report: pagine scansionate, errori, redirect, pagine bloccate. Se la risposta è vaga, il sito non è stato scansionato.
- Quante delle raccomandazioni dell'ultimo audit sono state fatte? La media del settore è bassa. Un elenco con "fatto / da fare / scartato perché" è il minimo che devi avere in mano.
- Se usate l'AI, chi approva le modifiche? Il 95% degli specialisti tiene una persona a decidere. Chiedi anche se esistono test automatici e una copia precedente da cui tornare indietro.
- I bot delle AI possono leggere il sito? Il 52% degli specialisti ha rivisto robots.txt e regole del CDN nell'ultimo anno, e un rispondente lo riassume così: "la maggior parte dei bot AI non esegue JavaScript". Se il tuo sito mostra i contenuti solo dopo che il JavaScript è girato, per ChatGPT e Perplexity è una pagina vuota.
- I dati strutturati sono aggiornati? Il 67% degli specialisti li ha aggiunti o aggiornati per la visibilità nelle AI. Per Google valgono i rich snippet e il riconoscimento dell'azienda come entità; per i motori AI le prove sono ancora scarse, ma il costo è basso e l'errore più comune, dati diversi tra pagina e schema, si trova con lo stesso crawler del punto uno.
Se vuoi un controllo più completo, la checklist SEO AI in 47 punti copre anche la parte dei contenuti. Per capire come il tuo sito viene letto da Google e dalle AI oggi, la consulenza SEO AI parte da una scansione tecnica e da un elenco di cose da fare in ordine di impatto, con chi le fa e quando.
Domande frequenti
Cos'è Screaming Frog e serve anche a un'azienda?
È un crawler: un programma che percorre il sito come fa Google, pagina per pagina, e riporta tutto quello che non va (link rotti, redirect, titoli doppi, pagine bloccate, dati strutturati mancanti). Lo usa il 72% degli specialisti di SEO tecnica. Un titolare non deve imparare a usarlo, ma deve pretendere che chi cura il sito lo faccia girare con regolarità e gli mostri il risultato. La versione gratuita analizza fino a 500 URL.
L'intelligenza artificiale sostituisce il consulente SEO tecnico?
No, cambia come lavora. L'84% degli specialisti dice di impiegare meno tempo grazie all'AI, ma il 95% tiene una persona a decidere ogni modifica e il controllo della qualità degli output è la prima difficoltà che citano. L'AI legge in fretta quello che il crawler produce e scrive codice e ticket; chi conosce il sito e il business sceglie cosa fare e se ne prende la responsabilità.
Perché nella survey Claude è al 24% e ChatGPT al 4%?
Non è una classifica di qualità, è una differenza di uso. Nella SEO tecnica si lavora con esportazioni da migliaia di righe, file di configurazione, codice e log: strumenti come Claude Code lavorano direttamente nella cartella del progetto, leggono i file, scrivono gli script e li eseguono. ChatGPT viene usato più per contenuti e ricerche. Gli strumenti cambiano in fretta; quello che resta è il metodo: una persona che approva, test automatici, versionamento.
Cos'è il file llms.txt e serve davvero?
È un file di testo nella radice del sito che elenca le pagine più importanti per i modelli di intelligenza artificiale, sul modello di robots.txt. Nella survey lo ha creato o aggiornato il 32% degli specialisti, ma non ci sono prove che i motori AI lo usino. Costa dieci minuti, quindi si può fare, ma dopo le basi: pagine che si caricano senza JavaScript, robots.txt che non blocca i bot AI, dati strutturati corretti.
Ogni quanto va fatta una scansione tecnica del sito?
Dopo ogni modifica importante al sito e comunque una volta al mese, perché il sito cambia anche quando nessuno lo tocca: un plugin che si aggiorna, un prodotto che esce dal catalogo, un redirect che smette di funzionare. Per i siti con migliaia di pagine, come i cataloghi o i portali con pagine locali, conviene una scansione dopo ogni pubblicazione, con un invio automatico delle pagine nuove ai motori di ricerca.
Fonti: SEOFOMO, The State of Technical SEO in the AI Search Era in 2026 (165 rispondenti; le percentuali sulle attività a risposta multipla sono calcolate sul totale dei rispondenti); post di Screaming Frog su LinkedIn. I numeri del caso sono della scansione del 3 novembre 2026.