Come usiamo Postmark
Le richieste dai moduli che non finiscono nello spam
Una richiesta di preventivo persa perché la mail del modulo è finita nello spam del cliente è il modo più stupido di perdere un lavoro. I siti che gestiamo mandano le notifiche dei moduli da Postmark, con il dominio del cliente verificato: arrivano, e se non arrivano lo vediamo nel registro.
Le notifiche delle app e dei gestionali
Conferme, promemoria, avvisi al personale: per le app su misura usiamo flussi separati per tipo di messaggio, così un problema su un flusso non blocca gli altri e ogni invio è tracciabile.
Dominio del cliente, non il nostro
Le email partono dal dominio dell'azienda, con i record di autenticazione configurati sul suo DNS. È una questione di consegna e di proprietà: se cambia fornitore, la configurazione resta sua.
Cosa non fa Postmark
- Non è per le newsletter: per invii promozionali servono strumenti con gestione delle liste e del consenso.
- Non risolve un dominio con una cattiva reputazione: se in passato sono partite email sospette dal dominio, serve prima pulire.
- Conserva i messaggi solo per un periodo limitato: non è un archivio della posta.
- I dati passano da server negli Stati Uniti, senza server in Europa: quando i dati devono restare nell'Unione europea usiamo Brevo, che ha i server in Unione europea.
Postmark in breve, dalle fonti ufficiali
- Consegna email dal 2010 via API e SMTP; nato in Wildbit, dal 3 maggio 2022 appartiene ad ActiveCampaign e resta un prodotto autonomo. fonte
- I Message Streams separano le email transazionali, uno a uno e generate da un'azione dell'utente, dagli invii broadcast, su infrastruttura dedicata. fonte
- Per inviare serve una firma del mittente per ogni indirizzo oppure la verifica dell'intero dominio con record DKIM nel DNS; DKIM e Return-Path personalizzato sono fortemente raccomandati. fonte
- Contenuto ed eventi dei messaggi sono conservati 45 giorni di default, regolabili da 7 a 365 giorni; gli allegati non vengono conservati e le statistiche aggregate restano per sempre. fonte
- I server principali sono in un data center vicino a Chicago e su Amazon Web Services; Postmark dichiara di non avere piani per server nell'Unione europea e il contratto sul trattamento dei dati include le clausole contrattuali standard per i trasferimenti. fonte
- Laravel lo usa senza componenti di terze parti, tramite il transport Postmark di Symfony Mailer, con la possibilità di instradare tipi di email diversi su stream separati. fonte
- Nel 2026 sono arrivati l'invio in blocco con una sola chiamata API (5 marzo), un server MCP con 24 strumenti e diagnostica di consegna (14 luglio) e l'allowlist degli IP per l'API (27 agosto); interfaccia e documentazione sono in inglese. fonte
Serve a un'azienda o solo a chi fa SEO?
A ogni azienda con un modulo sul sito o un'app che manda email, ma lo configura chi sviluppa. La domanda da fare è semplice: "le email del sito da dove partono e come so se arrivano?". Se la risposta è "dal server", prima o poi una richiesta si perde.
Con cosa lo abbiniamo
Domande frequenti su Postmark
Perché non mandare le email direttamente dal server del sito?
Perché i provider di posta diffidano dei server sconosciuti: senza autenticazione del dominio e senza reputazione, una parte delle email finisce nello spam o viene rifiutata, e nessuno lo sa. Un servizio dedicato firma i messaggi, cura la reputazione e registra ogni consegna.
Cosa sono SPF, DKIM e DMARC?
Tre record nel DNS del dominio che dicono ai provider di posta chi è autorizzato a mandare email a nome del dominio e come verificarne la firma. Senza, le email del sito sono facili da scambiare per tentativi di truffa.