Perché conta per una PMI
Per una PMI è la leva più sottovalutata: raddoppiare il traffico costa, raddoppiare il tasso di conversione spesso costa solo attenzione. Una pagina che converte l'1% e una che converte il 3% ricevono le stesse visite ma la seconda porta il triplo dei clienti. Il tasso dice anche cosa non funziona: se la pagina dei preventivi converte poco, il problema è lì, non nella pubblicità che ci manda le persone. Per calcolarlo servono due numeri affidabili: le visite della pagina e le azioni completate, tracciate come eventi. Senza il secondo numero si ragiona a sensazione, e a sensazione si sbaglia quasi sempre.
Un esempio concreto
La pagina di un'officina riceveva 800 visite al mese e 8 richieste (1%). Numero di telefono in alto e cliccabile, prezzi indicativi dei tagliandi e tre recensioni in evidenza hanno portato le richieste a 26 con lo stesso traffico: 3,2%. Nessun euro in più di pubblicità.
Gli errori più comuni
- Misurare solo le vendite e ignorare le conversioni intermedie: chiamate, chat, richieste di indicazioni
- Confrontare il proprio tasso con medie di settore prese da siti stranieri e mercati diversi
- Cambiare dieci cose insieme nella pagina e non sapere quale ha funzionato
- Nessun tracciamento: senza eventi sul sito il tasso resta una stima
Domande frequenti
Qual è un buon tasso di conversione?
Dipende da cosa chiedi: per una richiesta di preventivo da un sito locale il 2-5% è un buon intervallo, per un acquisto in un e-commerce l'1-3%. Più del numero assoluto conta la sua crescita nel tempo sulla stessa pagina.
Come si migliora?
Togliendo attrito: una richiesta chiara sopra la piega, moduli corti, numero cliccabile da smartphone, prove come recensioni e casi reali, velocità di caricamento. Una modifica alla volta, misurata per qualche settimana.