Moodboard

Detto anche: mood board, tavola delle atmosfere

Definizione

Il moodboard (o mood board) è una tavola visiva che raccoglie immagini, colori, materiali, caratteri tipografici e riferimenti per fissare l'atmosfera di un progetto prima di realizzarlo. Nel branding precede il logo: serve a concordare una direzione, non a mostrare un risultato.

Perché conta per una PMI

Per un'azienda che rifà il marchio il moodboard è il momento meno costoso per cambiare idea. Discutere di tre tavole con atmosfere diverse costa un'ora; discutere di un logo già disegnato e sbagliato costa settimane. È anche lo strumento che allinea titolare, grafico e fornitori: quando l'insegna, il sito e il packaging partono dalla stessa tavola, il risultato è coerente senza che nessuno debba "ricordarsi" lo stile. Per una PMI che lavora con fornitori diversi, come il grafico per l'insegna e la tipografia per i menu, il moodboard condiviso evita che ognuno interpreti il marchio a modo suo.

Un esempio concreto

Una cantina vuole un'etichetta "elegante". Tre moodboard raccontano tre eleganze diverse: carta ruvida e stampa a caldo, bianco pieno con un segno grafico, fotografia della vigna e caratteri serif. La scelta della seconda tavola decide logo, etichette e sito in una riunione sola.

Gli errori più comuni

  • Raccogliere immagini che piacciono invece di immagini che parlano al cliente a cui vendi
  • Una sola tavola: senza alternative non c'è una scelta, c'è un'approvazione forzata
  • Copiare il moodboard di un marchio famoso: l'atmosfera non si trasferisce, la somiglianza sì
  • Chiuderlo in un cassetto dopo il logo, invece di usarlo per insegna, social e packaging

Domande frequenti

Quante immagini servono in un moodboard?

Poche e scelte: dieci o quindici elementi tra foto, texture, colori e caratteri bastano. Oltre, la tavola smette di indicare una direzione e torna a essere una raccolta.

Moodboard e brand book sono la stessa cosa?

No. Il moodboard viene prima e serve a decidere l'atmosfera; il brand book viene dopo e fissa le regole del marchio finito: versioni del logo, colori con codici, caratteri, applicazioni.

Per approfondire

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